Sei qui: Home > Il rajo

La monocultivar RAJO è una tipica specie del territorio Amerino e del basso Tevere dell'Umbria


Tecnica di estrazione: l'estrazione del Rajo, tipica cultivar del ternano, viene effettuata con un Alfa Laval a 3 fasi da 1500 kg/h. Una scelta tenologica da integrare con una lavorazione a 2 fasi, vista l'alto potenziale della cultivar in lavorazione, specia nelle fasi iniziali dell'invaiatura.

E' comunque molto evidente l'espressione aromatica tipica del Rajo che pochi osano lavorare in monocultivar per la repentina evoluzione della sua maturazione e la sensibilità allo Pseudomnoas syringae (rogna dell'ulivo) e alla Spilocea oleaginea (occhio di pavone).   

Sensoriale: i profumi del mallo di noce e della mandorla fresca si mostrano prepotenti e precisi con note di cicoria e muschio del sottobosco. Il piccante è robusto e l'amaro è tanto atteso quando elegante.

Olivi: circa 1000, situati nel comune di Amelia, uno dei centri abitati più importanti dell'Umbria meridionale, situato ad un'altitudine di 405 m. s.l.m., dove terreno e clima hanno favorito la coltura della cultivar Rajo da sempre, piantato insieme a moraiolo, leccino e frantoio. Naturalmente l'altezza delle coltivazioni ha scongiutato la presenza dei parassiti e di conseguenza la necessità dell'uso di sostanze antiparasitarie. Mi preme però, da umbro, evidenziare la bellezza di Amelia e dintorni. Amelia fu il primo insediamento urbano risalirente al X sec a.C. e a testimonianza di questa civiltà pre-romana, rimangono le sue possenti mura poligonali del VI - V sec. A C. Per la sua posizione fortunata e per la Via Amerina, che congiungeva Vejo con Chiusi, passando per Todi e Perugia, ottenne il titolo di Municipium, un titolo fonte di prosperità e rispetto. Ad Amelia nacque il Cardinale Angelo Geraldini, che in qualità di padre confessore della regina Isabella di Spagna, fece in modo che Cristoforo Colombo ottenesse le tanto famose caravelle.      

Batrocera Oleae (mosca dell'olio): nemmeno a pensarlo: a quell'altezza la mosca non c'è.

Sesto di impianto:  inferiore al classico 150 piante/ha.

Proprietario: Francesco Sautoni è "figlio d'arte", anzi "nipote d'arte", se consideriamo che la sua azienda parte con il nonno Franco nel 1949 allora capomastro in uno dei primi fratoi umbri. Riceve le chiavi dell'azienda da papà Vincezo e mamma Anna che nel 1990 decisero di mettersi in rpoprio ed aprire un frantoio sotto casa, allora costituito da molazze e presse. Ma il passo qualitativo avviene nel 1998 quando Francesco decide di sostituire il vecchio impianto con l'attuale Alfa Laval a ciclo continuo e da qui si scopre il vero volto della cultivar  Rajo.   

Packaging: lineare e chiaro Bottiglie 0,50 lt.

Cuore dell' azienda l'amore per la propria terra e le proprie tradizioni, fonte di convinzioni e procedure ragionate a lungo.

monocultivaroliveoil.com inserisce questa realtà, quale modello da imitare per conservare e migliorare le belle tradizioni locali.

Abbinamenti: i piatti tipici umbri ma anche una delle loro epressioni più alte il tartufo estivo di Norcia.

Abbinamanto d'elezione  Tagliatelle al tartufo estivo


Profilo sensoriale
Profumi principali:  Mallo di noce, Mandorla fresca, Muschio, Cicoria 
Piccante:               Discreto
Amaro (pregio):     Presente



 

Tag Cloud

umbria maratona frantorio rajo olivo amelia olio cnr